Prima della cataratta
Cristallino trasparente
Il cristallino naturale è trasparente e contribuisce a mettere a fuoco la luce sulla retina.


Offro servizi oculistici presso l'Ospedale IRCSS Humanitas Research Hospital Rozzano (MI), quali:Visita oculisticaPacchetto glaucoma:
- Visita specialistica
- Campo Visivo
- OCT del nervo otticoEsami strumentali:
- OCT macula e nervo ottico
- Campo Visivo
- Pachimetria corneale
- Topografia e Tomografia cornealeTrattamenti laser per il glaucoma:
- Iridotomia YAG laser
- SLT (Trabeculoplastica Selettiva Laser)
- CiclofotocoagulazioneAltri trattamenti laser:
- Capsulotomia YAG laser
- Retinopessia Argon laser
- Panfotocoagulazione retinicaChirurgia mininvasiva del glaucoma (MIGS):
- iStent
- OMNI
- iTrack
- PreserFlo
- XEN gel stentChirurgia filtrante del glaucoma:
- TrabeculectomiaImpianto di shunt dell’acqueo:
- Paul Glaucoma Implant
- Baerveldt implantChirurgia della cataratta:
- Lenti intraoculari monofocali
- Lenti intraoculari premium e toricheChirurgia refrattiva
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Sono Giovanni Fossati, medico chirurgo specialista in Oftalmologia, laureato con lode presso l’Università degli Studi di Milano e specializzato con lode presso Humanitas University.
Ho maturato una solida esperienza internazionale nel Regno Unito, con due anni di fellowship dedicati al glaucoma medico-chirurgico, al training chirurgico avanzato e all’affinamento delle tecniche più moderne. In questo percorso ho affrontato i casi più complessi in alcuni dei centri oftalmologici più rinomati del Regno Unito, tra cui lo University Hospital of Leicester e lo University Hospital of Birmingham & Midland Eye Centre.
Sono poi rientrato in Italia per guidare il Centro di Glaucoma presso l’IRCCS Humanitas Research Hospital di Milano, di cui sono referente.
La mia attività si concentra sulla chirurgia della cataratta, sul glaucoma e sulla gestione di casi complessi. Nella cataratta propongo anche trattamenti Premium con lenti personalizzate; nel glaucoma utilizzo le principali tecniche chirurgiche avanzate, tra cui MIGS, PreserFlo, XEN, trabeculectomia e shunt dell’acqueo.
Nel corso della mia attività in Italia e nel Regno Unito ho maturato esperienza in oltre 2.500 interventi chirurgici.
Approfondimento 01
Quando il cristallino diventa progressivamente opaco, la luce non raggiunge più correttamente la retina e la visione può apparire annebbiata, meno definita o meno luminosa.
La forma più frequente è legata all’età, ma la cataratta può essere anche congenita, traumatica o secondaria a patologie oculari, malattie sistemiche, farmaci o precedenti interventi.
L’evoluzione è variabile: può interessare un solo occhio o entrambi, anche in modo asimmetrico.
Approfondimento 02
Il sintomo più frequente è una visione progressivamente annebbiata, che può non migliorare completamente modificando gli occhiali.
Possono comparire abbagliamento, aloni intorno alle luci e maggiore difficoltà nella guida serale o notturna. I colori possono apparire meno brillanti e i contrasti meno definiti.
La cataratta, nelle forme abituali, non provoca dolore né arrossamento.
Approfondimento 03
La valutazione comprende la misurazione dell’acutezza visiva, della refrazione e della pressione oculare, oltre all’esame accurato con lampada a fessura per definire la tipologia e lo stadio della cataratta.
Viene inoltre esaminata anche la retina e il nervo ottico, per identificare eventuali patologie che potrebbero influenzare il risultato visivo dell’intervento.
Se si programma la chirurgia viene eseguita la biometria per calcolare la lente intraoculare. Possono inoltre essere indicati OCT, topografia o tomografia corneale.
Approfondimento 04
Nella maggior parte dei casi l’intervento viene eseguito mediante facoemulsificazione: il cristallino opacizzato viene frammentato e rimosso attraverso una piccola incisione.
Al suo posto viene impiantata una lente intraoculare personalizzata e biocompatibile. Sono disponibili lenti monofocali, toriche e premium.
La scelta dipende dalle caratteristiche dell’occhio, dalla presenza di altre patologie, dallo stile di vita e dalle esigenze visive del paziente.
Anche cataratte complesse, congenite o traumatiche possono essere trattate con strategie e dispositivi specifici.
L’intervento di cataratta sostituisce il cristallino diventato opaco con una lente intraoculare trasparente. Seleziona ogni riquadro per conoscere le diverse fasi della procedura e il percorso successivo all’operazione.
L’intervento viene generalmente eseguito in regime ambulatoriale con anestesia locale mediante collirio. Il paziente rimane sveglio, ma non vede i dettagli dell’operazione: può percepire luci, colori o lievi movimenti.
Dopo aver dilatato la pupilla, l’occhio viene accuratamente disinfettato e protetto con un telo sterile. Un piccolo dispositivo mantiene delicatamente aperte le palpebre.
Il chirurgo realizza una microincisione nella parte anteriore dell’occhio e crea un’apertura circolare nella capsula che avvolge il cristallino.
Attraverso la microincisione viene introdotta una sottile sonda che utilizza gli ultrasuoni per frammentare il cristallino opacizzato e rimuoverlo delicatamente. Questa tecnica prende il nome di facoemulsificazione.
La parte posteriore della capsula viene normalmente conservata e accoglie una lente intraoculare trasparente e biocompatibile, che sostituisce il cristallino rimosso. Nella maggior parte dei casi la microincisione è autosigillante e non richiede punti di sutura.
Dopo un breve periodo di osservazione, il paziente può generalmente tornare a casa nella stessa giornata, accompagnato da una persona di fiducia.
Viene prescritta una terapia con colliri e vengono programmati i controlli postoperatori. Nei primi giorni la visione può essere temporaneamente annebbiata e l’occhio può risultare lievemente irritato o più sensibile alla luce.
Il recupero visivo è progressivo e varia in base alle condizioni dell’occhio. Durante la guarigione è importante seguire le indicazioni ricevute, non strofinare l’occhio e riprendere gradualmente le normali attività.
La chirurgia della cataratta è una procedura consolidata e generalmente sicura. Come ogni intervento, può tuttavia comportare rischi e possibili complicanze, che vengono illustrati e valutati prima dell’operazione.
La pianificazione considera le caratteristiche anatomiche dell’occhio, l’eventuale presenza di altre patologie e le necessità visive del paziente. La tecnica chirurgica, la lente intraoculare e il percorso postoperatorio vengono scelti in modo individuale.
La cataratta in tre immagini
Una rappresentazione schematica mostra il passaggio dal cristallino naturale trasparente alla cataratta e, dopo l’intervento, alla lente intraoculare.
Prima della cataratta
Il cristallino naturale è trasparente e contribuisce a mettere a fuoco la luce sulla retina.
Con la cataratta
La cataratta rende il cristallino progressivamente opaco: la luce viene ostacolata e dispersa e la visione può diventare annebbiata.
Dopo l’intervento
Durante l’intervento il cristallino opacizzato viene rimosso e sostituito da una lente intraoculare trasparente.
Illustrazione schematica, semplificata e non in scala, realizzata a scopo informativo.
Quando effettuare un controllo
Seleziona uno o più disturbi visivi che hai notato recentemente.
I sintomi selezionati possono essere compatibili con la cataratta, ma possono avere anche altre cause. Una visita oculistica permette di identificarne l’origine e valutare il percorso più appropriato.
PRENOTAUn calo improvviso della vista o un dolore oculare intenso richiedono una valutazione medica urgente.
Approfondimento 01
Il glaucoma non è una singola malattia, ma un gruppo di patologie oculari caratterizzate da un danno progressivo del nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello.
Quando le fibre del nervo ottico vengono danneggiate, possono comparire alterazioni del campo visivo. Nelle forme più comuni la malattia progredisce lentamente e, nelle fasi iniziali, può non provocare dolore o disturbi visivi evidenti.
La perdita visiva interessa spesso prima la visione periferica, mentre la visione centrale può rimanere conservata per molto tempo. Il paziente può quindi accorgersi del problema soltanto quando il danno è già avanzato. Per questo il glaucoma viene spesso definito una malattia silenziosa.
Uno dei principali fattori di rischio è l’aumento della pressione intraoculare. All’interno dell’occhio viene continuamente prodotto un liquido trasparente, chiamato umore acqueo, che viene normalmente eliminato attraverso specifiche vie di drenaggio.
Se il deflusso dell’umore acqueo è ostacolato, la pressione oculare può aumentare e contribuire al danneggiamento del nervo ottico. Tuttavia, una pressione elevata non significa necessariamente avere il glaucoma e la malattia può svilupparsi anche con valori pressori apparentemente normali.
Per questo la diagnosi non si basa soltanto sulla misurazione della pressione, ma richiede una valutazione completa del nervo ottico, del campo visivo, delle strutture di drenaggio e dei fattori di rischio individuali.
Approfondimento 02
Il glaucoma è spesso una malattia silenziosa. Nelle fasi iniziali, soprattutto nelle forme croniche, può non provocare dolore, arrossamento o disturbi visivi evidenti.
La perdita visiva interessa frequentemente prima la visione periferica. Il paziente può quindi continuare a vedere bene al centro e non accorgersi delle prime alterazioni del campo visivo.
Con la progressione della malattia il campo visivo può restringersi, rendendo più difficile orientarsi, evitare gli ostacoli o guidare. Nelle fasi avanzate può essere compromessa anche la visione centrale.
Alcune forme acute, meno frequenti, possono invece manifestarsi improvvisamente con dolore oculare intenso, arrossamento, visione annebbiata, aloni colorati intorno alle luci, mal di testa, nausea o vomito.
Approfondimento 03
La diagnosi di glaucoma non si basa soltanto sulla misurazione della pressione oculare. È necessaria una valutazione completa del nervo ottico, del campo visivo e dei fattori di rischio individuali.
La tonometria misura la pressione intraoculare. Il valore ottenuto deve essere interpretato insieme alle caratteristiche dell’occhio e allo spessore della cornea.
L’OCT del nervo ottico analizza lo spessore delle fibre nervose e permette di individuare eventuali alterazioni strutturali. Il campo visivo valuta invece la funzione visiva e ricerca aree di ridotta sensibilità.
La gonioscopia consente di osservare l’angolo di drenaggio dell’occhio e di distinguere le forme ad angolo aperto da quelle ad angolo stretto o chiuso.
La pachimetria corneale misura lo spessore della cornea, un dato utile per interpretare correttamente la pressione oculare e definire il profilo di rischio.
L’integrazione della visita e degli esami strumentali permette di stabilire se è presente un glaucoma, valutarne la gravità, controllarne l’evoluzione e scegliere il trattamento più appropriato.
Approfondimento 04
Il danno già causato dal glaucoma non può generalmente essere recuperato, ma la riduzione della pressione intraoculare può rallentare o arrestare la progressione. La pressione da raggiungere viene stabilita individualmente in base al tipo e alla gravità del glaucoma.
La terapia farmacologica utilizza soprattutto colliri che riducono la produzione dell’umore acqueo o ne favoriscono il deflusso. La scelta considera efficacia, tollerabilità, condizioni generali e semplicità della terapia.
I trattamenti laser possono sostituire o affiancare i colliri. La trabeculoplastica laser selettiva SLT viene utilizzata nelle forme ad angolo aperto, mentre nei glaucomi ad angolo stretto o chiuso possono essere indicate procedure specifiche come l’iridotomia laser.
Se colliri e laser non sono sufficienti, oppure in presenza di malattia avanzata o progressiva, può essere indicata la chirurgia. Le opzioni comprendono procedure mininvasive MIGS, tecniche filtranti come trabeculectomia e sclerectomia profonda, impianti sottocongiuntivali e dispositivi di drenaggio o tube shunt.
In situazioni selezionate possono essere impiegati anche trattamenti di ciclofotocoagulazione, ossia una procedura laser che agisce sui processi ciliari deputati alla produzione di umor acqueo.
Trattamento laser
La trabeculoplastica laser selettiva, o SLT, è un trattamento ambulatoriale utilizzato per ridurre la pressione oculare nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare.
Il laser agisce sul trabecolato, la struttura attraverso cui l’umore acqueo defluisce dall’occhio. Impulsi di luce a bassa energia ne stimolano la naturale capacità di drenaggio, favorendo il deflusso del liquido e contribuendo così a ridurre la pressione intraoculare.
L’SLT può essere proposta come trattamento iniziale, in associazione ai colliri oppure quando la terapia farmacologica non è sufficientemente efficace o ben tollerata. La risposta varia da paziente a paziente e, con il tempo, l’effetto può ridursi; in casi selezionati il trattamento può essere ripetuto.
La procedura dura pochi minuti e non richiede incisioni. Dopo l’applicazione di un collirio anestetico, viene posizionata una lente sull’occhio per indirizzare il laser. Nelle ore successive possono comparire un lieve fastidio, arrossamento o un temporaneo annebbiamento della vista.
Glaucoma e campo visivo
Confronta la stessa scena con un campo visivo normale e con una rappresentazione indicativa della perdita periferica che può verificarsi nel glaucoma.
Con un campo visivo normale, la scena centrale e gli elementi laterali possono essere percepiti contemporaneamente.
Nel glaucoma il danno può interessare progressivamente il campo visivo periferico. La perdita può essere graduale, irregolare e inizialmente difficile da percepire.
Questa è una rappresentazione puramente esemplificativa: non riproduce il modo in cui ogni persona con glaucoma percepisce la realtà e non corrisponde al risultato di un esame del campo visivo. La percezione varia in base alla forma, alla sede e all’estensione del danno.
Prevenzione e diagnosi precoce
Approfondimento 01
La miopia determina una visione meno nitida da lontano. Il trattamento laser rimodella la parte centrale della cornea, modificando il potere di messa a fuoco dell’occhio.
Nell’ipermetropia la difficoltà visiva può interessare soprattutto la visione da vicino, ma anche quella da lontano. La possibilità di correzione dipende dall’entità del difetto e dalle caratteristiche della cornea.
L’astigmatismo è legato a una curvatura non uniforme della cornea e può provocare immagini sfocate o deformate. Il laser può regolarizzarne la forma e migliorare la qualità visiva.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. Il trattamento non impedisce i naturali cambiamenti dell’occhio legati all’età.
Approfondimento 02
La chirurgia refrattiva può essere valutata da chi utilizza occhiali o lenti a contatto e desidera una maggiore libertà nelle attività quotidiane, professionali o sportive.
Un requisito importante è la stabilità del difetto visivo. Variazioni recenti della gradazione possono rendere opportuno attendere prima di programmare il trattamento.
La decisione non dipende soltanto dal numero di diottrie. Devono essere valutati la forma e lo spessore della cornea, la superficie oculare, la salute complessiva dell’occhio e le aspettative del paziente.
In presenza di condizioni oculari o sistemiche che potrebbero interferire con il risultato o con la guarigione può essere indicato rinviare o evitare il trattamento. La scelta viene effettuata dopo una valutazione completa e personalizzata.
Approfondimento 03
La valutazione comprende una visita oculistica completa, la misurazione accurata del difetto visivo e l’analisi della sua stabilità.
Gli esami permettono di individuare eventuali condizioni che potrebbero aumentare il rischio del trattamento e di definire una strategia realmente personalizzata.
Approfondimento 04
Nella PRK il trattamento viene eseguito sulla superficie della cornea dopo la rimozione dell’epitelio. Al termine viene applicata una lente a contatto terapeutica durante i primi giorni di guarigione.
Nella Femto-LASIK il laser a femtosecondi crea un sottile lembo corneale. Il laser a eccimeri rimodella il tessuto sottostante e il lembo viene successivamente riposizionato.
L’intervento viene normalmente eseguito in regime ambulatoriale con anestesia mediante collirio. Il recupero iniziale è generalmente più rapido dopo Femto-LASIK e più graduale dopo PRK.
La tecnica viene scelta in base al difetto visivo, alla morfologia e allo spessore della cornea, alla superficie oculare e alle esigenze del paziente. Dopo l’intervento sono previste una terapia con colliri e visite di controllo programmate.
Simulazione visiva
Seleziona un difetto visivo per osservare, in modo indicativo, come può cambiare la percezione delle immagini da lontano e da vicino.
Un momento di lettura
Leggere, utilizzare lo smartphone e svolgere le attività quotidiane richiede una visione nitida anche alle distanze più ravvicinate.
Con una visione normale, i dettagli possono apparire nitidi sia da lontano sia da vicino, in relazione anche all’età e alla capacità di accomodazione.
Nella miopia, gli oggetti lontani possono apparire sfocati, mentre la visione ravvicinata risulta generalmente più nitida.
Nell’ipermetropia, la messa a fuoco da vicino può richiedere uno sforzo maggiore e può diventare meno nitida, soprattutto con il passare degli anni.
Nell’astigmatismo, i contorni possono apparire meno definiti, deformati o leggermente sdoppiati, sia da lontano sia da vicino.
La simulazione ha finalità esclusivamente illustrative: la percezione può variare in base all’entità del difetto visivo e alle caratteristiche individuali. Non sostituisce una valutazione oculistica.
La chirurgia refrattiva può ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto, rendendo più comode le attività quotidiane, lo sport e il tempo libero. Il primo passo è una valutazione accurata e personalizzata.
PRENOTA